
E così chi lo vuole lo trova solo nei sexy shop o via Internet perchè in Italia, se si parla di contraccezione al femminile, si pensa subito alla pillola. Negli altri paesi il condom femminile è considerato un'opzione in più. In Brasile vengono dati gratuitamente; in Europa, la Francia, molto sensibile alla problematica delle malattie sessualmente trasmessibili, è prima per il suo utilizzo.
C'è un unico produttore: un'associazione senza scopo di lucro che lo ha inventato e brevettato pensando alle donne africane. E forse proprio perchè il guadagno non è l'obiettivo principale questo strumento viene boicottato.

Africa - Personale medico e paramedico volontario mostra come si utilizza
Si chiama FEMIDOM (da Female Condom) ed è già alla sua seconda generazione, che porta la sigla FC2, è realizzato in nitrile, componente sintetico della gomma, che permette una sensazione tattile più efficace e risolve il problema delle allergie da lattice (il materiale di cui è composto il condom maschile) o da spermicida locale. Inoltre può essere applicato anche da 6 a 8 ora prima di un rapporto. In Paesi in cui lo stupro è all'ordine del giorno, può essere di grande aiuto, per una donna, avere la possibilità di proteggersi almeno dalle malattie a trasmissione sessuale indossando sempre il preservativo femminile.
Per approfondire, vedi anche RAPEX, il profilattico femminile anti stupro.
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PERCHE' E' TANTO DIFFICILE CATTURARE UNA MOSCA?
Il segreto sta nella sua "visione a 360°", che le permette di percepire qualunque pericolo ci sia intorno a lei e di eseguire una serie di movimenti ultrarapidi per evitarlo. Michael Dickison y Gwyneth Card, del Instituto de Tecnología de California, hanno registrato la sequenza con una telecamera ad alta velocità. Nella registrazione si vede che la mosca impiega solo la quinta parte di un secondo ad individuare un oggetto che le si avvicina e a mettersi nella posizione migliore per lanciarsi.
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LO SAPEVATE CHE....?
Ho trovato un simpatico sito sul web che informa su molte curiosità (http://www.exmontevecchio.com/curiosita.html). Sentite questa che è proprio bella. "Se una statua rappresenta una persona su un cavallo che ha entrambe le zampe anteriori sollevate, significa che la persona in questione è morta in guerra. Se il cavallo ha solo una zampa anteriore sollevata, la persona è morta a seguito di una ferita riportata in guerra. Se il cavallo ha tutte le quattro zampe a terra, la persona è morta per cause naturali."
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PERCHE' LA BANDIERA ITALIANA E' VERDE, BIANCA E ROSSA?
Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti".
La prima campagna d'Italia, che Napoleone conduce tra il 1796 e il 1799, sgretola l'antico sistema di Stati in cui era divisa la penisola, ma fu proprio in quegli anni che la bandiera venne avvertita non più come segno dinastico o militare, ma come simbolo del popolo, delle libertà conquistate e, dunque, della nazione stessa. Nonostante il vessillo tricolore fu soffocato dalla Restaurazione, esso continuò ad essere innalzato, quale emblema di libertà, nei moti del 1831, nelle rivolte mazziniane, nella disperata impresa dei fratelli Bandiera, nelle sollevazioni negli Stati della Chiesa. Dovunque in Italia, il bianco, il rosso e il verde esprimono una comune speranza, che accende gli entusiasmi e ispira i poeti: "Raccolgaci un'unica bandiera, una speme", scrive, nel 1847, Goffredo Mameli nel suo Canto degli Italiani.
Il 14 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d'indipendenza. Soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di Stato. Quest'ultima (da usarsi nelle residenze dei sovrani, nelle sedi parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche) avrebbe aggiunto allo stemma la corona reale. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. E perfino dall'arido linguaggio del verbale possiamo cogliere tutta l'emozione di quel momento. PRESIDENTE [Ruini] - Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione: "La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni". (E' approvata. L'Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.).
A questi tre colori è stato assegnato un significato ben preciso. Il significato romantico della scelta dei colori è:
oppure, meno romanticamente, il significato postumo assegnato popolarmente ai colori è il seguente:
Un'altra interpretazione della scelta dei colori è che essi siano quelli delle virtù teologali, che tradizionalmente sono:
Il colore nazionale dell'Italia è invece l'azzurro il quale campeggia parallelamente alla bandiera in eventi militari, sportivi ed istituzionali.
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CHI E' AMBROGIO BONDONE?
Ambrogio Bondone, conosciuto semplicemente come Giotto (Giotto di Bondone) che sarebbe il diminutivo di Ambrogiotto o Angiolotto (Colle di Vespignano, FI, ca. 1267 - Firenze, 1337) è stato uno dei più influenti pittori del Trecento. Giotto Di Bondone nasce da una famiglia contadina nel 1269 che, come molte altre, si era inurbata a Firenze ed aveva affidato il figlio alla bottega di un pittore, Cenni di Pepi, detto Cimabue. Sembra dunque, solo una leggenda l'aneddoto della "scoperta" del giovane pittore da parte di Cimabue, mentre disegnava le pecore a cui badava. Giotto diventa in vita un artista simbolo, un vero e proprio mito culturale, detentore di una considerazione che non muterà, anzi crescerà nei secoli successivi. Rimutò l'arte superando degli schemi bizantini e introdusse il senso dello spazio, del volume e del colore anticipando i valori dell'età dell'Umanesimo. L'esperienza di apprendistato presso Cimabue fu, senz'altro, di stimolo per il giovane pittore, in quanto Cimabue all'epoca era un artista innovativo e dal linguaggio assolutamente moderno, che si liberava dai moduli bizantineggianti, evolvendo verso una pittura che assimilava l'arte classica, ricercando, contemporaneamente, effetti realistici ed espressivi. Importante in questo senso fu il viaggio a Roma, che offrì la possibilità di un confronto con la classicità, ma anche con artisti come: lo scultore Arnolfo di Cambio ed i pittori della scuola locale: Pietro Cavallini, Jacopo Torriti e Filippo Rusuti, che erano animati dallo stesso spirito di innovazione e sperimentazione operando nei cantieri delle grandi Basiliche inaugurati da Papa Niccolò III e da Papa Niccolò IV.
COS'E' LA 'O' DI GIOTTO?
Un giorno, Giotto torna alla sua bottega e ha la sorpresa di trovare un uomo riccamente vestito che gira tra i cavaletti e i quadri osservandoli con molta attenzione. Subito si avvicina al pittore. -Sua Santità Benedetto XI- dice a Giotto -desidera far pitturare grandi e belle pitture nelle basiliche di S. Pietro e S. Giovanni, ma non ha ancora deciso a quale pittore affidare questo incarico. Io vengo a suo nome per chiedere un'opera sua: la migliore! La porto a Roma, con quelle di molti altri artisti. Il papa deve scegliere il più bello di tutti questi quadri e chiamerà il suo autore a decorare le basiliche. Qual è il suo capolavoro? Giotto, invece di togliere dal cavaletto il migliore dei suoi dipinti stende un gran foglio di carta bianca. Poi, intinge il pennello nel barattolo del rosso e vi traccia a mano libera, in un baleno, un cerchio così perfetto che sembrava eseguito con compasso
-Ecco il mio miglior dipinto!- esclama Giotto, dando il foglio all'uomo.
-Vuole che io porti questo alla Sua Santità? -osserva stupito e offeso quello. -Non è possibile che non abbia nulla di meglio da darmi. O, forse, vuole burlarsi di me!-.
-No, messere - risponde Giotto - non ho altro da dare a Lei. Questo piacerà al Papa.
Dopo qualche giorno, infatti giunge a Giotto la lieta notizia che è stato scelto fra tutti i pittori italiani. Il Papa capisce, da quel semplice segno, la grande abilità dell'artista e la perfezione della sua arte. Così Giotto va a Roma e ancora oggi si possono ammirare nella città eterna, come pure a Firenze e ad Assisi, i suoi meravigliosi dipinti.
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PERCHE' IL 14 FEBBRAIO E' LA FESTA DEGLI INNAMORATI? E CHI ERA SAN VALENTINO?
La sua fama ha superato gli oceani, scavalcato le montagne, traversato i continenti; pochissimi sono coloro che conoscono la vera storia del vescovo e martire di cui Terni conserva le spoglie mortali.
San Valentino fu il primo vescovo della città, ma i suoi miracoli lo resero famoso, ben oltre i confini dell'Impero.
Perseguitato dal Senato romano cadde martire il 14 febbraio del 273, sotto l'impero di Aureliano. Ma è per aver celebrato il matrimonio tra una giovane cristiana ed un legionario pagano che divenne il protettore degli innamorati. Tutti chiedevano la benedizione nuziale del Santo, ricordata oggi dalla Festa della Promessa. In occasione di questa ricorrenza S. Valentino rinnova il 14 febbraio i suoi miracoli d'amore.
IL COLORE DELLA LAUREA E'...
Non è proprio esatto dire che il colore simbolo della laurea sia il rosso. Ci sono più colori a cui fare riferimento. I colori variano a seconda delle facoltà e sono tuttora, in tutte le università italiane, un simbolo della facoltà stessa. Il numero dei colori, nel corso degli anni, è aumentato al pari dei corsi di laurea così che ad ogni facoltà corrisponde un colore. Il seguente specchietto riassume i principali colori legati alle diverse facoltà, fermo restando che non copre l’intera gamma dei colori adatta in tutta l’Italia.
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Lettere e Filosofia
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Bianco
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Teologia
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Bianco
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Magistero
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Bianco
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Giurisprudenza
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Blu
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Ingegneria
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nero
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Architettura
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nero
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Medicina e chirurgia
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Rosso
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Farmacia
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Rosso granata
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Veterinaria
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Rosso scuro
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Scienze varie
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Verde
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Matematica
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Verde
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Agraria
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Verde cupo
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Economia e commercio
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Giallo
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Psicologia
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Grigio
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Pedagogia
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Grigio
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Scienze politiche
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Viola
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Statistica,
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Bluette
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Scienze S. ed Attuariali
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Bluette
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Scienze della Comunicazione
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Vinaccia (MC)
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Scienze Bancarie
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Azzurro
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Acc. delle Belle Arti
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Celeste
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Lingue (la facoltà non il corso)
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R. Bordeaux
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Sociologia
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Arancione
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I.S.E.F.
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BICOLORE Rosso calotta bianca
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E’ quasi indispensabile, pertanto, informarsi sui colori delle varie facoltà per saper scegliere l'omaggio da porre nel colore e nella forma appropriati, piccoli accorgimenti ma di grande effetto e buon gusto!
RICORDATEVI DI LASCIARMI UN POST CON LA VOSTRA DOMANDA. ELISYA
QUAL'E' L'ETIMOLOGIA DELLA PAROLA FERIE? Domanda posta da Akio
Capita ogni tanto che ci chiediamo perché chiamiamo ferie i giorni durante i quali non lavoriamo e poi chiamiamo giorni feriali quelli durante i quali lavoriamo. Feria vuol dire festa; ma nel calendario liturgico cattolico si intende ogni giorno della settimana non festivo (Feria Prima) dedicato al Signore e quindi Dominica dalle Feriae Secundae (lunedì) Feriae Tertiae (martedì), ecc. dedicate ad altri santi. E’ strano come i due vocaboli si contrappongano, ma questa apparente contraddizione si spiega con l’etimologia del termine che deriva comunque da festa e che col tempo si è evoluto diversificandone l’uso.
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PERCHE' IL MARMO DI CARRARA E' CONSIDERATO L'UNICO AL MONDO? Domanda di carotelevip
Il marmo di Carrara è molto famoso per le sue qualità statuarie che lo hanno reso uno stumento di lavoro molto importante per i più famosi scultori di tutti i tempi (Michelangelo, Donatello, Brunelleschi, Canova, ecc.). Il vero marmo di Carrara è quello bianco che cominciò ad essere estratto già nel III secolo a.C., all'epoca degli antichi romani. E' molto conosciuto per i suoi minerali (che possono dargli diverse sfumature di colore); ciò che caratterizza questi minerali è la perfezione della forma e la loro incredibile trasparenza e purezza. Fra i migliori ci sono sicuramente i cristalli di quarzo perfetti in quanto a forma e colore, che sono messi in evidenza dalla matrice di marmo bianco.
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PERCHE’ LA MUCCA FA MU E IL MERLO NON FA ME? Domanda di striscia
Parole come “miao”, “bau”, “cip-cip” sono dette onomatopeiche. L’onomatopea è una branca della linguistica che si occupa di queste figure retoriche di parola che consistono nell'imitazione di un suono naturale attraverso un segno linguistico. "Tic-tac", ad esempio, imita il rumore dell'orologio.
Dopo questa breve introduzione posso entrare nel merito della questione: l’apparato vocalico della mucca permette la fuoriuscita di un suono “labiale sonorante nasale” (mu) e non può permettersi di fare un verso “sibilante” come quello di un merlo e viceversa.
Continuate a lasciare le vostre domande tra i commenti.