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DA DOVE CURIOSATE:

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giovedì, 29 luglio 2004, ore 11:35
Scarabocchiato da Elisya in psicologia

LA PSICOLOGIA COME SPIEGA  I SOGNI E GLI INCUBI? Domanda di Chiars.

 

Passiamo un terzo della nostra vita dormendo. Dormire non è tempo perso ma un processo utile per il nostro benessere e per la salute. Tutti i mammiferi hanno bisogno di sognare e l'uomo si ammala o va incontro a gravi squilibri se non può dormire in modo soddisfacente e sognare con regolarità. Il sonno dona all'uomo il ristoro del corpo e la magia dei sogni. Imparando ad ascoltare la voce del sogno è possibile apprendere informazioni su di noi che celiamo a noi stessi. Il sonno con sogni, collegato alle facoltà cerebrali superiori e mentali, avrebbe la funzione di promuovere i processi di selezione ed elaborazione delle informazioni accumulate durante la giornata favorendone l'immagazzinamento nella memoria.  Per Sigmund Freud, il grande padre della psicanalisi, i sogni rappresentano pulsioni e desideri rimossi, sono l'espressione inconscia delle nostre pulsioni sessuali e delle componenti aggressive che non possono essere espresse dalla coscienza, anzi dalla coscienza stessa censurate perché moralmente pericolose. Per la psicologia cognitivista i sogni servono essenzialmente ad aiutarci nel risolvere i problemi, a tenere in esercizio con l'attività notturna alcune funzioni del cervello: durante il sonno costruiamo immagini mai viste e situazioni nuove che possono trasmetterci intuizioni importanti o vie del pensiero che da svegli non avremmo mai percorso; spesso, e in modo del tutto inatteso, da un sogno possono aver origini scoperte scientifiche o invenzioni. Il sogno è quindi la rappresentazione dell'appagamento mascherato di desideri repressi in un modo tale, e tramite immagini, che assicurano che loro intima natura non sia svelata. Gli incubi, invece, non sono propriamente sogni; questi assumono prevalentemente la forma di immagini statiche e sfuocate, situazioni isolate, alle quali si accompagnano intense sensazioni di paralisi e ansia, senso di oppressione toracica, di soffocamento e palpitazioni. Al risveglio, a causa della mancanza di vivide immagini, non si ricorda cosa esattamente terrorizzava, il ricordo di cosa è accaduto è nebuloso o più spesso assente. Rimane solo una forte paura. Nell'incubo si ha l'impressione di essersi misteriosamente trovati avvolti da un'atmosfera inconsueta, minacciosa, inquietante, o allusiva a un pericolo imminente e sconosciuto. Nell'incubo, che anche se sembra interminabile non dura più di cinque minuti, il risveglio è improvviso, la persona spalanca gli occhi, è agitatissima, in preda al panico, confusa, impaurita con evidenti reazioni somatiche come tremori, profusa sudorazione, accelerazione del battito cardiaco e dei ritmi respiratori. Di solito non ci si risveglia mai completamente e il soggetto si riaddormenta di nuovo. Gli incubi sono frequenti nei bambini, insorge generalmente fra i 4 e i 12 anni per poi scomparire nell'adolescenza. La loro comparsa in età adulta e il loro persistere nel tempo sono legati a situazioni di vita stressanti e a problemi psicologici nella sfera affettiva, in particolare relativi alla mancanza di controllo dell'ansia e degli impulsi aggressivi, oppure sono dovute alla brusca interruzione di alcuni trattamenti farmacologici (come i sonniferi barbiturici). Anche l'astinenza forzata da droghe, anfetamine e alcol può far insorgere la comparsa di incubi. La causa dell'incubo è sconosciuta, ma si tende ad attribuirla a un disturbo nel processo di risveglio dal sonno profondo.

 

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martedì, 01 giugno 2004, ore 22:30
Scarabocchiato da Elisya in psicologia

PERCHE' ABBIAMO LA SENSAZIONE DI DEJA VU? Domanda posta da carotelevip

Il termine déjà-vu (letteralmente "già visto") indica il fenomeno per cui un soggetto ha la sensazione di aver già vissuto un certo evento, di essere già stato in un certo luogo, di aver già conosciuto una certa persona, ecc., pur essendo certo di non essersi mai trovato in una tale situazione. Secondo alcuni, invece, il déjà-vu sarebbe una evidenza diretta della reincarnazione. La psicoanalisi ha cercato di interpretare il fenomeno del déja-vu come un'esperienza in cui riaffiorerebbero alla coscienza dei ricordi o pensieri repressi. Il soggetto avrebbe realmente vissuto l'esperienza in questione ma, anziché un ricordo cosciente, riaffiorirebbe soltanto una vaga sensazione di familiarità. Più plausibili appaiono invece altri tentativi di interpretazione. Alcuni psicologi spiegano il déjà-vu come un errore della memoria, (un po' come ce lo identifica la prima edizione di 'MATRIX'). Ad esempio, si può credere di essere già stati in un certo luogo, quando invece lo abbiamo visto semplicemente in fotografia. Molto frequente in pazienti epilettici e schizofrenici, ( il déja-vu viene interpretato in termini di disordine neurologico) è tuttavia osservato anche in soggetti perfettamente sani. Dal fatto che esistano così tante teorie che cercano di interpretare i déja-vu si capisce facilmente che il fenomeno non è ancora stato compreso in tutti i suoi aspetti.

Lasciatemi una domanda tra i commenti.


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domenica, 02 maggio 2004, ore 18:29
Scarabocchiato da Elisya in psicologia, curiosità

PERCHE' SIAMO? Quesito posto da 'francifra'

Non è facile rispondere a questa domanda neanche per gli addetti ai lavori, visto le varie opinioni contrastanti. La filosofia occidentale, con il detto "cogito ergo sum" (penso dunque sono), considera l'esistenza come il modo d'essere proprio dell'uomo, attraverso l'utilizzo della sua facoltà razionale e delle sue capacità critiche. Per me comunque 'essere' significa rispondere emotivamente a cio che ci circonda.


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venerdì, 09 aprile 2004, ore 13:28
Scarabocchiato da Elisya in psicologia

PERCHE' IL MONDO E' COSI' VIOLENTO? Domanda di "giosiracconta"

Secondo me la violenza tra popoli è scatenata da una diversa considerazione di ciò che è "bene" e di ciò che è "male" (il che risiede nelle differeze di cultura) e  anche per i diversi  interessi economici e politici.  Molte volte abbiamo sentito parlare di guerre di religione (tutta la storia ne è piena), ma si può dire che la religione non  è mai la causa diretta dei massacri, anzi un pretesto per farli.  Infatti,  i leader politici (e ,ahimè, anche quelli religiosi), per avere il consenso e la partecipazione del popolo,  offrono loro dei motivi "alti": dato che morire per motivi economici o di conquista non è edificante né sacralizzante.  Decisivo è anche il caso della malavita che si è data parecchio da fare.

Non esitate a commentare e/o a chiedere.


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sabato, 27 marzo 2004, ore 14:25
Scarabocchiato da Elisya in psicologia, curiosità, scienze biologia

PERCHE’ PESTARE LA CACCA PORTEREBBE FORTUNA?

 

Nonostante siano sempre stati considerati elementi di rifiuto e quindi molto disgustosi, nelle antiche società contadine gli escrementi degli animali erano un materiale molto prezioso. Erano utilizzati nella medicina per le loro proprietà terapeutiche, nell’agricoltura come concime, nell’edilizia come materiale di costruzione o anche come combustibile.

 

COME SOGNANO I NON VEDENTI?

Quesito giunto via e-mail

 

Tutto dipende da l’età in cui si è persa la vista. Chi è ceco dalla nascita o da prima dei cinque anni di vita, i sogni sono perlopiù legati a ricordi olfattivi o tattili e quasi sempre privi di immagini (solo qualche lampo di luce). Chi ha perso la vita dopo i sette anni sogna utilizzando immagini che ricorda di aver visto prima di perdere questo senso.

Non esitate a chiedere


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